CORRIERE
ORTOFRUTTICOLO

Protagonisti dell'ortofrutta italiana

SAVE THE DATE - 20 GENNAIO 2017

Siracusa


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Protagonisti dell'Ortofrutta Italiana è un evento unico ed esclusivo che mette al centro l’Italia dell’ortofrutta e i suoi imprenditori. E’ un momento di riflessione e insieme conviviale che si ripete ogni anno, nella terza settimana di gennaio, in una località diversa del Paese. Voluto e realizzato dalla redazione del Corriere Ortofrutticolo - la storica rivista di settore (viene pubblicata senza interruzioni dl 1965) - riunisce i vertici delle aziende di produzione e commercializzazione e della filiera per creare opportunità di incontro tra i decision maker in un'atmosfera unica, alla vigilia del grande appuntamento internazionale di Fruit Logistica Berlino. Nel corso dell'evento vengono premiati gli 11 Protagonisti delle copertine del Corriere Ortofrutticolo e viene nominato tra questi, per meriti speciali, il vincitore dell’Oscar della Frutta. Protagonisti dell’Ortofrutta Italiana 2017 si tiene nel cuore antico di Siracusa: l’isola di Ortigia. Le precedenti edizioni si sono svolte in Valpolicella (Verona), Dozza (Bologna), Mezzocorona (Trento) e Matera.

La location

Piazza Duomo

La Piazza centrale di Siracusa magico sfondo ai Protagonisti dell’Ortofrutta Italiana 2017

Palazzo Vermexio

La Sala Congressi del Palazzo sede del convegno e dei seminari dell’evento dell'anno

Palazzo Beneventano

Una sede esclusiva per la cena di gala e la nomina del prestigioso Oscar della Frutta




Protagonisti 2016

Giulio Romagnoli - Romagnoli F.lli spa

L'innovatore della patata italiana

Ilenio Bastoni - Apofruit Italia

Così prende il largo il nuovo timoniere del Gruppo Apofruit

I Giaccio - OP Giaccio Frutta

I Signori dell'Annurca che hanno creduto da subito nelle OP

Guido Grimaldi - Gruppo Grimaldi

Autostrade del mare e logistica integrata al servizio del commercio

Fabio Massimo Pallottini - Italmercati

Il manager che vuole rilanciare i mercati

Giuseppe Calabrese - Consorzio Fonteverde

Da Ispica verso il mondo con le carote novelle di Fonteverde

Simone Bernardi - Lagnasco Group

Il nuovo paladino dell'aggregazione in Piemonte

Salvatore Novello - Novello & C.

Il recupero dell'autenticità per l'uva da tavola made in Italy

Riccardo Martini - Tramaco

Lo sprinter della logistica. Quando la qualità nelle spedizioni fa la differenza

Salvatore Giardina - Azienda Agricola F.lli Giardina

Il paladino della Sicilia ortofrutticola

Salvatore Bua - OP La Deliziosa

L'uomo del salto di qualità del fico d'India dell'Etna

Scopri di più sui Protagonisti add

GIULIO ROMAGNOLI

Emilia Romagna

Da oltre 20 guida, assieme alla sorella Grazia e alla madre Rosanna, l’impresa di famiglia fondata nel 1928 dal nonno Angelo Natale, primo ad introdurre la coltivazione di sementi di patata certificate nell’Appennino bolognese. La grande passione per questa attività portano Giulio Romagnoli fin da adolescente a frequentare l’azienda. Al termine della scuola, le idee sono chiarissime: studi in Giurisprudenza di notte e patate di giorno. Nel 1988, l’ingresso in azienda, all’epoca guidata da Giorgio Zocca dopo la morte del padre Giuseppe nel 1971. Arriva alla direzione nel 1994, dopo aver sperimentato tutte le funzioni. Ricopre cariche in diverse società, consorzi e associazioni di categoria tra cui Fruitimprese nel cui ambito è coordinatore del settore patate e di Europatat di cui, dopo alcuni mandati alla vicepresidenza, è presidente di commissione tecnica. La Romagnoli Fratelli SpA è fortemente specializzata nel settore delle patate e delle cipolle. Grazie al profondo legame col mondo della produzione e col territorio, oltre che a una continua ed intensa attività di ricerca e sviluppo, l’offerta delle patate e cipolle Romagnoli è tra le più complete e innovative oggi in Europa. L’azienda è leader nazionale nelle attività di sperimentazione e ricerca varietale e nella distribuzione di patate da seme. Ad essa si deve l’introduzione delle principali varietà coltivate oggi in Italia. Può contare su oltre 50 referenze disponibili, anche nel settore della patate trasformate di IV e V gamma e nel settore delle patate americane. La Romagnoli è tra i soci fondatori del Consorzio Patata Italiana di Qualità (Selenella) e del Consorzio Patata di Bologna DOP.



ILENIO BASTONI

Emilia Romagna

Ilenio Bastoni, romagnolo di Sala di Cesenatico, è direttore generale di Apofruit Italia dal luglio 2014. Il suo curriculum testimonia di una crescita professionale avvenuta tutta all’interno del Gruppo cooperativo che associa (dati di fine 2015) 3.300 soci produttori che operano in diverse regioni, per un conferimento di 256 mila tonnellate ed un fatturato consolidato di 228 milioni di euro. Dodici gli stabilimenti di lavorazione in Italia: otto in Emilia Romagna, uno nel Lazio, due in Basilicata, uno in Sicilia. Nel 2016 Apofruit, sotto la sua gestione, ha registrato un ulteriore sviluppo. Figlio di un produttore romagnolo storico socio della cooperativa, si può dire che Ilenio Bastoni sia nato in Apofruit, con impegni che sono andati dalla produzione nei campi fino ai vertici. Il suo primo impegno - come per molti figli dei soci di Apofruit - si è svolto nel podere di famiglia. Terminati gli studi, è entrato a far parte della struttura organizzativa, come tecnico di campagna. Nel 1994 è stato inserito nello staff della Apofruit di Martorano e tre anni più tardi, nel 1997, nell’ufficio commerciale di Apotrade, società di commercializzazione che l'anno dopo è diventata Canova, specializzata nel biologico. A gennaio 2013 è stato promosso a direttore commerciale. Un percorso di formazione, dunque, a 360 gradi, a garanzia di una solidità professionale quanto mai necessaria per la gestione di un gruppo che per dimensioni e complessità ha pochi altri esempi nel panorama ortofrutticolo europeo. Bastoni ha assorbito l’eredità importante del suo predecessore, Renzo Piraccini (Protagonista dell’Ortofrutta Italiana 2012), e ha guidato con una gestione attenta, indirizzata all’espansione delle attività attraverso acquisizioni ed alleanze, lo straordinario sviluppo del Gruppo nel 2016.



GIUSEPPE GIACCIO

Campania

Giuseppe Giaccio, napoletano, produceva ortofrutta, tra cui mele annurca, nell’immediata periferia di Napoli. Con l’espansione edilizia, una vasta area viene inglobata nella città e Giuseppe, come altri agricoltori, non rinuncia a coltivare e sposta l’attività nel Casertano. Nel 1954 era nato Antonio e nel 1956 Gennaro, i figli di Giuseppe, i fratelli che rappresentano i pilastri di quella che nell’anno Duemila è diventata la OP Giaccio Frutta. Da allora la mente dell’OP è considerato il presidente Antonio Giaccio. La caparbietà, la testardaggine e al tempo stesso un animo umile rappresentano parte della sua forte personalità. Dopo un’iniziale attività famigliare di distribuzione di frutta fresca nei mercati ortofrutticoli di Roma e Milano, Antonio si è ben presto fatto convinto che la strada da percorrere fosse l’associazionismo, la cooperazione, la forza collettiva per arrivare a una concentrazione dell’offerta che permettesse di avere un maggior peso contrattuale con i distributori e i rivenditori finali. Un’altra caratteristica di Antonio è il legame con il fratello Gennaro. La passione per la terra, la forza di volontà e l’animo buono rappresentano parte della personalità di Gennaro, diventato negli anni il riferimento operativo dei soci della OP per le sue conoscenze in campo e la determinazione a puntare alla massima qualità raggiungibile. Da sempre uno di fianco all’altro, Antonio e Gennaro, da un lato lo spirito imprenditoriale e dall'altro lo spirito tecnico, hanno costruito negli anni il successo dell’OP. i figli dei due fratelli sono tutti impegnati in azienda. La Giaccio Frutta non è solo tra i pionieri della valorizzazione della mela annurca a livello nazionale (produce il 60% dell’IGP) ma è una tra le più grandi organizzazioni di produttori del Mezzogiorno.



GUIDO GRIMALDI

Campania

Guido Grimaldi è nato a Londra nel 1983 ed all’età di 22 anni si è laureato in Economia all’Università Federico II di Napoli. Ha arricchito gli studi con il Master MBA in Automotiv Logistics presso l’ECG Academy di Bruxelles. Dopo essere stato dal 2008 commercial manager, ricopre dal 2012 il ruolo Direttore commerciale delle linee Short Sea del Gruppo Grimaldi nel Mediterraneo e nel Nord Europa. Grazie anche al suo impegno, si è assistito ad un progressivo aumento delle linee marittime e ad una generale espansione dei servizi di trasporto marittimi offerti dalla Grimaldi che oggi collegano Italia (incluse Sardegna e Sicilia), Spagna, Grecia, Malta, Tunisia, Marocco, Montenegro per il trasporto di merci e passeggeri. Complessivamente, i collegamenti marittimi operati dal Gruppo servono oltre 120 porti in 47 Paesi del Mediterraneo, Nord Europa, Africa Occidentale, Nord e Sud America. Il personale di terra e l'equipaggio conta circa 10 mila persone. Il Gruppo comprende sette compagnie marittime. Il trasporto navale di ortofrutta vale dal 16 al 18% del volume d’affari totale. La linea più interessata a questo traffico nel Mediterraneo è la Barcellona-Civitavecchia. Importanza per l’ortofrutta ha anche il porto di Catania soprattutto come destinazione dalla Spagna. Consapevole che il trasporto marittimo è solo un anello della ben più complessa e articolata catena logistica, negli ultimi anni il Gruppo Grimaldi ha dato vita ad un piano d’espansione mirato ad integrare verticalmente i servizi logistici offerti e ha investito nello sviluppo delle Autostrade del Mare con l’introduzione di nuove e moderne navi ro/ro e pax-ferry. Attualmente la rete di Autostrade del Mare del Gruppo collega regolarmente l’Italia a Spagna, Grecia, Malta, Montenegro, Tunisia, Libia e Marocco.



FABIO MASSIMO PALLOTTINI

Lazio

Laureato in giurisprudenza con indirizzo economico all’Università La Sapienza, Fabio Massimo Pallottini ha sviluppato una consistente esperienza amministrativa e manageriale. Dal 2014 è managing director di CAR Scpa, società proprietaria e titolare della gestione del Centro Agroalimentare di Roma, prima struttura italiana del settore. E' responsabile della struttura e ne garantisce i risultati produttivi ed economici. Da marzo 2015 è presidente di Italmercati Rete di Imprese, a cui fanno capo i principali Centri Agroalimentari italiani, prima esperienza italiana di sviluppo del sistema dei grandi mercati agroalimentari. Dal 2015 è membro del board del WUWM (World Union of Wholesale Markets). Dal 2016 è consigliere di amministrazione di CSO Italy. Dal 2002 al 2014 aveva svolto il ruolo di amministratore delegato di Cargest Srl, società titolare della gestione del Centro Agroalimentare di Roma (oggi incorporata in CAR Scpa), curando il trasferimento delle attività e delle aziende commerciali e di produzione operative nei vecchi mercati all’ingrosso, l’apertura e il lancio commerciale della nuova struttura, nonché lo start-up della società. Il contributo di Pallottini alla costituzione di Italmercati Rete d’Imprese è stato determinante e la sua gestione della Rete, come presidente della medesima, ha portato al suo rapido sviluppo con il passaggio dei Mercati aderenti da 6 a 9. Oggi si può affermare che in Italmercati si riconosce il sistema dei grandi Mercati italiani, da Roma a Milano, da Torino a Verona, da Genova, a Bologna, a Firenze, a Napoli, a Cagliari. La Rete ha dato risultati nella ricerca di economie di scala e nella promozione dei Mercati in Italia e all’estero, muovendosi anche nell’interesse degli operatori.



GIUSEPPE CALABRESE

Sicilia

Nel territorio di Ispica, i Calabrese sono una dinastia di produttori di ortaggi. A loro si deve, già nell’immediato dopoguerra, una serie di iniziative che hanno portato lavoro e innovazione nel territorio e tra queste spicca la coltura della carota di cui Ispica è diventata un’area di eccellenza come testimonia il riconoscimento dell’IGP per la carota novella. Nella dinastia, tra imprenditori e manager divisi in due grandi rami famigliari, spicca la figura di Giuseppe Calabrese. Nato ad Ispica nel 1937, Giuseppe manifesta presto doti imprenditoriali che danno risposte alle necessità di ripresa economica del territorio. Affianca il padre Carmelo nel lavoro agricolo e avvia un’attività di mediatore. Gli agricoltori locali gli affidano i raccolti, chiedendogli di trovare sbocchi di mercato. Giuseppe non delude le attese e l’attività di mediazione e quella produttiva evolvono velocemente. Sono storia del territorio ispicese i mercati all’ingrosso di frutta e verdura che Giuseppe gestisce per anni insieme al padre e ai fratelli. Nel 1974 viene costituita l’Associazione Colle D’Oro di cui Giuseppe è co-fondatore insieme ai fratelli Pietro e Antonino. L’azienda, specializzata nelle carote novelle, diventa presto azienda leader del territorio. Le carote novelle di Ispica diventano cifra identitaria dell’azienda e di un ampio comprensorio del Sud-Est della Sicilia. Amministratore unico di Colledoro fino al 1992, Giuseppe Calabrese lascia spazio ai fratelli per avviare un'attività insieme ai figli. Nel 1993 nasce Fonte Verde Aziende Agricole Associate, che presto si afferma sul mercato e diventa realtà aggregante come Consorzio, riconosciuto OP, di cui Giuseppe è presidente. Fonteverde esporta il 40% della produzione, che si aggira sulle 19 mila tonnellate.



SIMONE BERNARDI

Piemonte

Una carriera cominciata altrove. Simone Bernardi è diplomato in trasporto aereo. Le prime esperienze lavorative in campo aeronautico lo vedono impegnato come manutentore di elicotteri e poi come responsabile tecnico della base del soccorso aereo regionale del 118 di Borgosesia (Vercelli). Viene coinvolto in progetti internazionali con le maggiori case costruttrici di elicotteri, ma decide di dedicarsi all’ortofrutta nell’azienda di famiglia produttrice di mele, pesche e kiwi nella zona pedemontana di Cuneo assumendone la guida nel 2012. Viene subito coinvolto nelle attività di Lagnasco Group - un Consorzio di tre cooperative con sede a Lagnasco - dove la sua famiglia conferisce il prodotto. Nel 2013, spinto da alcuni soci, decide di mettersi in gioco e nonostante non abbia mai svolto l’incarico di consigliere, il CdA decide di affidargli la rappresentanza e lo nomina presidente. Dati i buoni risultati conseguiti, nel 2016 viene confermato nella carica. E’ consigliere in Italia Ortofrutta Unione Nazionale, CSO Italy, Assomela e Confcooperative. Grazie anche al suo costante impegno e alla cura per l’innovazione dei prodotti e dei processi, Lagnasco Group ha consolidato ottimi rapporti con la GDO nazionale e con aziende leader nel canale horeca, inserendosi anche in alcune catene europee e conquistando la fiducia di importatori del Nord Africa, del Medio ed Estremo Oriente, del Nord e Sud America. Nel 2016 Lagnasco Group ha lanciato con successo il progetto Eplì, una mela Story® Inored, libera da diritti, studiata dall’INRA francese e licenziata da NOVADI. Lagnasco Group ha lavorato nel 2015 ortofrutta per 24 milioni di euro e 37 mila tonnellate tra mele, kiwi, pesche, prugne, mirtilli, questi ultimi in forte crescita.



SALVATORE NOVELLO

Sicilia

E' nell’uva da tavola da sempre. Il papà Vincenzo e prima di lui il nonno erano agricoltori di Mazzarrone, tra i tanti in un distretto a fortissima vocazione per l'uva. A metà degli Anni Novanta, quando Salvatore lavorava ormai da tempo nell’azienda di famiglia, il padre decise di avviare la commercializzazione in proprio, dicendogli: “La commercializzazione ha tanti difetti, proviamo a toglierne qualcuno”. La cosa ha funzionato. I Novello sono passati presto dalla vendita del proprio prodotto a vendere anche per altri e a concentrare l’offerta. Il processo di crescita è stato rapido e continuo. Salvatore ha aperto la strada dei mercati esteri, l'azienda si è progressivamente dotata di magazzini adeguati e di tecnologie per la lavorazione e l’imballaggio, ha affinato le conoscenze nella logistica, si è dotata di un ufficio marketing dando infine alla Novello una forte identità legata al territorio. Pur non essendo la più grande azienda del distretto dell’uva da tavola di Mazzarrone, la Novello si può considerare un modello. Ha puntato sul riscatto della tradizione, offrendo qualità ‘autentica' (non a caso questo aggettivo è il marchio su cui la Novello punta). Salvatore si è impegnato anche a superare uno dei punti critici dello sviluppo: dare omogeneità alle produzioni di tutti i coltivatori partner mettendo in circuito idee e conoscenze e a valore l’eredità tecnica lasciata da papà Vincenzo. Al marchio IGP, sulle confezioni si aggiungono il marchio Novello, affermato in mercati esteri esigenti come Francia, Belgio e Svizzera, e il marchio Autentica creato più recentemente per valorizzare le particolarità dell’uva da tavola legate al territorio. Quest’ultima iniziativa contiene forti elementi di originalità. Il 90% della produzione va all’estero.



SALVATORE BUA

Sicilia

Direttore commerciale di OP La Deliziosa di Biancavilla, Salvatore Bua opera con i fratelli Giovanni e Nino. Il primo è il presidente della OP mentre Nino si occupa della produzione in campagna. La vocazione dei fratelli Bua per le produzioni ortofrutticole tipiche delle pendici dell'Etna è nata dal padre Pietro, che ha avviato l’attività con una prima azienda agricola. Il fico d’India è nel DNA di questa famiglia fin dalle sue origini contadine ma la differenza, rispetto ad altri agricoltori della zona, è che i Bua sono passati dalla tradizione alla sfida della commercializzazione su larga scala di un prodotto così di nicchia e particolare, riuscendo a concentrare l’offerta, cosa non facile in terra di Sicilia e in Italia. Puntare sul fico d’India ha avuto per i Bua anche il significato di valorizzare il territorio e la sua economia. Salvatore, in tutto questo, affinando anche esperienza nella gestione amministrativa della OP, ha avuto un ruolo di promotore fino ad arrivare a mettere insieme tutti gli elementi necessari a concretizzare il progetto Sicilio, una start-up che testimonia della vitalità del settore ortofrutticolo siciliano. OP La Deliziosa è nata come cooperativa nel febbraio 1988 per poi trasformarsi in Organizzazione di Produttori. L’azienda ha puntato fin dall’inizio a produrre e valorizzare al massimo le produzioni tipiche siciliane portandole a standard qualitativi elevati. I soci della OP sono 112 per una superficie coltivata di circa 1.600 ettari di cui oltre 800 ad agrumi, 400 a fico d’India e i rimanenti suddivisi tra altre produzioni come il pomodoro di Pachino. L’area di produzione comprende il Catanese (agrumi e fichi d’India), il Ragusano e il Siracusano (ortaggi), la provincia di Caltanissetta e Canicattì (frutta).



SALVATORE GIARDINA

Sicilia

Siracusano, classe 1946, Salvatore Giardina a 23 anni si è laureato in Economia alla Bocconi di Milano ma, fin da ragazzo, sapeva molto di ortofrutta perché il padre, Sebastiano, esportatore, lo spediva in Germania d’estate, per un mese e mezzo, a seguire la campagna commerciale del pomodoro. Da Siracusa partivano vagoni e vagoni di pomodoro ogni giorno. Erano gli anni Cinquanta e Sessanta. Salvatore era uno studentello. La scelta di restare in azienda finiti gli studi, con il desiderio di farla crescere, è stata così naturale. Anche uno dei fratelli, Silvio, dopo la laurea in Agraria, ha fatto il suo ingresso nella ditta paterna, la Sebastiano Giardina. Con Silvio, Salvatore ha pensato che all’attività commerciale del padre, basata soprattutto su agrumi e pomodoro, andasse affiancata un’attività produttiva al fine di avviare forniture su misura per il nascente sistema della GDO italiana. Fu un’intuizione felice, che ha permesso una crescita notevole. Nel 1989 la ditta Sebastiano Giardina assume la denominazione attuale: Azienda Agricola F.lli Giardina. Salvatore dà una spinta decisiva all’attività prima nel campo delle esportazioni, poi nei rapporti con la GDO italiana; il fratello diversifica la produzione per rispondere alla domanda di mercato. La preparazione professionale permette a Salvatore di rivestire cariche importanti a livello regionale e nazionale. Per 20 anni è membro del consiglio direttivo di ANEIOA (oggi FruitImprese). Per 12 anni fa parte della Giunta esecutiva di Confagricoltura di cui per 8 anni è vicepresidente nazionale. Acquisisce anche per questo una visione ampia dei temi e dei problemi del settore ortofrutticolo meridionale e siciliano, senza smettere di essere un attento osservatore delle evoluzioni del mercato.



RICCARDO MARTINI

Emilia Romagna

Ha iniziato a lavorare al porto di Ravenna nel 1980. Fino all’anno di fondazione di Tramaco, il 1992, Riccardo Martini cresce professionalmente in una impresa di spedizioni di cui è dipendente, apprendendo nozioni e ispirandosi a un manager che per lui è stato un importante riferimento, Mimmo Caccavo, titolare a Bologna delle attività della SIEF del Gruppo Atlanta di Monaco di Baviera. Per nove anni è stato presidente dell’Associazione Spedizionieri del Porto di Ravenna. Per 13 membro del Consiglio direttivo di Fedespedi, l’Associazione nazionale delle imprese di spedizioni. Per dieci anni è stato inoltre membro della Giunta direttiva di Confetra, la Confederazione nazionale delle Associazioni della Logistica e del Trasporto. Da cinque anni fa parte del Comitato Portuale dell’Autorità Portuale di Ravenna ed è l'attuale presidente dell’Unione Utenti ed Operatori del Porto di Ravenna. Queste attività e queste cariche, che sono andate di pari passo con l’attività imprenditoriale, gli hanno permesso di acquisire una vasta conoscenza del mondo delle spedizioni, in particolare marittime, e di essere un esperto soprattutto per quanto riguarda il bacino del Mediterraneo. I collegamenti e i rapporti di Tramaco, grazie a lui, al socio Paolo Triossi, vicepresidente di Tramaco, e a uno staff di validi collaboratori, sono cresciuti facendone un global player conosciuto a livello internazionale per serietà e competenza nella movimentazione dei prodotti ortofrutticoli. Un punto di forza di Tramaco è la specializzazione sia nelle attività legate all’import che in quelle legate all’export, che pesano ciascuna per il 50% dell’attività complessiva.

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